M13 Ammasso di Ercole
Blog di Astrofotografia e Astronomia - Federico Boninsegna

Il mio Blog Astronomico


Benvenuti nella sezione blog, dove condivido le mie esperienze, i miei accessori — autocostruiti o acquistati — e tutto ciò che riguarda la fotografia del cielo notturno. Qui troverete consigli per ottenere ottimi risultati basati sulla mia esperienza e, perché no, il racconto fotografico degli StarParty a cui ho partecipato o qualche notizia che riguarda il nostro hobby.

ATTENZIONE!!! In questa sezione, dove sono presenti video, è necessario dare il consenso per l'installazione dei cookie di terze parti per poter visionare i video.

Caccia al vagabondo del cosmo: in viaggio con la cometa 220P/McNaught nella Balena


Chi guarda il cielo notturno a occhio nudo ha l'impressione di una quiete assoluta: le stelle sembrano fisse, inchiodate sulla volta celeste come gemme su un velluto nero. Eppure, basta puntare un telescopio e confrontare due scatti a distanza di qualche ora per scoprire che lo spazio è un teatro in fermento.

La protagonista della sessione di osservazione di questa notte è la cometa 220P/McNaught, un piccolo corpo celeste che sfreccia nella costellazione australe della Balena (Cetus). Mettendo a confronto la prima e l'ultima foto della sequenza, lo spostamento della cometa rispetto alle stelle fisse dello sfondo è evidente. Ma cosa stiamo guardando esattamente dal punto di vista fisico e geometrico?

📐 Capire le misure del cielo: come si misura lo spazio tra le stelle?

Quando si parla di astronomia, le distanze reali in chilometri perdono significato: si usano invece le misure angolari, ovvero gli angoli formati tra gli oggetti visti dal nostro punto di osservazione (la Terra).

  • Il grado (°): Immagina di estendere il braccio verso il cielo. Un dito teso copre circa 1 grado di ampiezza. Per fare un esempio, la Luna piena occupa nel cielo un diametro di circa mezzo grado ($0,5^\circ$).

  • I primi d'arco (') e i secondi d'arco (''): Poiché il cielo è immenso, un grado viene suddiviso in 60 parti chiamate primi d'arco (simbolo: '), e ogni primo d'arco è diviso a sua volta in 60 secondi d'arco (simbolo: "). Un secondo d'arco è un'unità minuscola: equivale a circa la dimensione di una moneta da 2 euro vista da una distanza di circa 5 chilometri!

Nelle immagini che accompagnano questo articolo, lo spostamento della cometa nell'arco di poche ore corrisponde a una frazione di grado, quantificabile in pochi primi d'arco. La cometa si è mossa lasciando le stelle fisse sullo sfondo come punti immobili, tradendo la sua natura di "corpo in movimento" nel Sistema Solare.

📉 I dati apparenti: cos'è la magnitudine?

Per indicare la luminosità di un astro, gli astronomi usano la scala delle magnitudini apparenti:

  • Più il numero è basso, più l'oggetto è luminoso (la stella Sirio ha magnitudine -1.4, la magnitudine 0 è molto brillante).

  • Più il numero è alto, più l'oggetto è debole e difficile da vedere.

  • L'occhio umano, sotto un cielo buio e lontano dalle luci della città, riesce a percepire stelle fino alla magnitudine 6.

La cometa 220P/McNaught si muove attualmente con una magnitudine apparente che si aggira intorno alla trentesima/sedicesima (resa accessibile agli strumenti grazie a recenti sussulti di attività e outburst di brillamento). Questo significa che è un oggetto invisibile a occhio nudo o con un normale binocolo, ma alla portata di un telescopio di medio diametro e di una camera di ripresa astronomica capace di sommare la luce attraverso lunghe esposizioni.

🔭 L'identikit della cometa 220P/McNaught

  • Famiglia orbitale: È una cometa "periodica della famiglia di Giove", il che significa che la gravità del pianeta gigante ne ha modificato l'orbita nel corso del tempo, costringendola a compiere un giro completo attorno al Sole ogni 5,5 anni circa.

  • Velocità spaziale: Poiché le orbite delle comete sono fortemente ellittiche (schiacciate), la loro velocità non è mai costante. Durante il suo viaggio orbitale, la cometa viaggia a una velocità media di circa 29 km al secondo (quasi 105.000 chilometri orari) rispetto al Sole, accelerando vertiginosamente quando si trova vicina alla nostra stella e rallentando via via che si spinge verso i confini esterni della sua orbita.

  • La posizione: Nelle immagini di questa notte, la cometa si trovava immersa tra i campi stellari della Balena, una delle costellazioni più estese del cielo autunnale/invernale boreale, trovandosi a una distanza di oltre 170 milioni di chilometri dalla Terra.

📸 Conclusione: il confronto tra gli scatti

Osservare questo spostamento offre una prospettiva straordinaria: mentre le stelle fisse distano anni luce e il loro moto proprio è impercettibile nel breve termine, la cometa è "di casa" nel nostro Sistema Solare. Quel piccolo batuffolo nebuloso che cambia posizione ora dopo ora è un fossile ghiacciato sopravvissuto alla nascita dei pianeti, che ci ricorda quanto il cielo sia un vero e proprio meccanismo in movimento. Nel confronto visivo della seconda foto, che sovrappone la prima posa (cometa a destra) all'ultima della sessione (cometa a sinistra), balza subito all'occhio il movimento della cometa rispetto allo sfondo stellato. Un moto che sembra impercettibile a colpo d'occhio, ma che in realtà rivela una velocità straordinaria: in appena 1 ora e 54 minuti di osservazione, questo piccolo vagabondo del cosmo ha percorso la bellezza di 194.000 chilometri nello spazio.

 

Continua a leggere...

3° Star Party Romagnolo 2026


Dal 12 al 14 Giugno 2026, i 3 gruppi di astrofili locali "Astrofili Astroamici Forlivesi", il gruppo ARAR di Ravenna e il gruppo AAR di Savignano, hanno organizzato il 3° Star Party Romagnolo che quest'anno si è tenuto a Corniolo (FC).
Si ritrovano oltre agli amici degli Star Party passati enche nuovi amici con cui condividere esperienze, consigli e tutto ciò che riguarda l'astrofotografia.
Io puntavo a fare la nube molecolare di Rho Ophiuchi, nella costella zione dello Scorpione, visto che da casa è quasi impensabile...purtroppo però, di giorno cielo blu intenso, alla sera velature che hanno rovinato le riprese gonfiando le stelle come palloni, soprattutto nella parte bassa dell'orizzonte, proprio dove avevo puntato il telescopio.
Vabbè, ci sarà altra occasione per farlo, tanto non scappa via.
Ringrazio gli organizzatori per aver saputo organizzare bene sia la location, fra l'altro molto comoda in quanto pavimentata, sia la ristorazione.
Con questo vi auguro una buona visione di alcune foto fatte e speriamo di rivederci anche l'anno prossimo.

Per vedere la galleria, clicca sull'immagine a fianco oppure qui

Continua a leggere...

La Power Station


Era la prima cosa da pubblicare, visto che l'ho costruita praticamente all'inizio della mia "carriera astrofotografica", ma come dice il detto: meglio tardi che mai.

Di cosa sto parlando?

Parlo della mia Power Station autocostruita che uso durante le trasferte, con cui alimento tutta la strumentazione nel caso non ci fosse a disposizione la tensione di rete a 220V.
Ho utilizzato una cassetta porta attrezzi della Stanley per contenere il tutto.

All'interno inizialmente avevo posizionato una batteria al piombo, quelle utilizzate sulle automobili per intenderci. Poi ho visto che la tensione scendeva troppo in fretta, per cui l'ho sostituita con una al litio da 100Ah.
Per rendere il tutto più autonomo, ho inserito direttamente dentro la cassetta anche il suo caricabatterie.

Ho installato varie prese GX16 a due e a quattro poli e GX12 a due poli, più le tipiche prese da accendisigari.
All'interno ho posizionato due Step-Up per elevare la tensione a 13V fissi (anche quando la batteria dovesse scaricarsi e scendere sotto i 12V) per alimentare la montatura. Il secondo Step-Up serve invece per portare la tensione a 19V, con cui alimento il MiniPC.

Ho aggiunto uno strumento di misura che visualizza tensione, ampere, watt ed energia, un fusibile di protezione generale e un commutatore a tre posizioni e 2 vie che avevo in casa per alimentare le prese se girato sulla posizione 1 e caricare la batteria se girato sulla posizione 2. La posizione 2 stacca le prese di alimentazione per evitare problemi di correnti o tensioni parassite durante la carica.

Tutti i collegamenti sono fatti con filo al silicone da 1,5 mm quadrati; inoltre, ogni presa ha la sua coppia di fili che vanno poi a collegarsi alla morsettiera principale.

Devo dire che funziona a meraviglia e che con una carica completa si riescono a fare 2 notti (con la mia strumentazione).

Se qualcuno è intenzionato a costruirla, qui sotto trova tutti i link dei componenti usati; ciò che non è presente nella lista è perché ce l'avevo già in casa.

Per guardare il video clicca sulla prima immagine

Continua a leggere...
Video per La Power Station

L'impatto dell'illuminazione artificiale notturna


1. Il Ruolo Critico dei Privati e delle Aziende
Sovra-illuminazione per Sicurezza:
Esiste il mito che "più luce" equivalga a "più sicurezza". In realtà, faretti privati non schermati creano ombre nette e abbagliamento, rendendo più difficile per l'occhio umano (o per le telecamere) scorgere dettagli nelle zone d'ombra.

Luce Intrusiva: La luce che dai giardini privati penetra nelle finestre dei vicini o si disperde verticalmente verso l'alto senza alcuna utilità pratica.

Insegne Commerciali: Le aziende utilizzano spesso luce "fredda" (ricca di blu), che si diffonde molto più facilmente nell'atmosfera rispetto alla luce calda, aumentando il raggio di inquinamento per decine di chilometri.

2. Flora: Il Tradimento del Ritmo Circadiano Vegetale
Fenologia Alterata:
Gli alberi vicini a forti fonti luminose private (come i lampioni da giardino) possono mantenere le foglie molto più a lungo in autunno, esponendosi a danni strutturali gravi in caso di nevicate precoci.

Stress Ossidativo: La mancata esposizione al buio profondo impedisce ad alcune specie di riparare i tessuti cellulari danneggiati durante il giorno attraverso i processi fotosintetici, portando a una morte prematura della pianta.

3. Fauna: Il Collasso delle Reti Ecologiche
Disorientamento e "Trappola Ecologica":
Gli insetti sono attratti dalle luci private fino allo sfinimento o alla morte per predazione. Questo sottrae biomassa vitale agli ecosistemi e riduce l'impollinazione.

Riproduzione: Molte specie di anfibi smettono di cantare e accoppiarsi se l'ambiente è troppo illuminato, poiché il rischio di essere individuati dai predatori diventa eccessivo.

Predazione Asimmetrica: I pipistrelli e altri predatori notturni vedono alterate le proprie strategie di caccia, portando alcune specie a proliferare e altre, più sensibili alla luce, all'estinzione locale.

4. Astrofotografia: La Battaglia contro il Rumore Fotonico
Perdita di Magnitudine Limite:
In un cielo inquinato, gli oggetti celesti più deboli scompaiono letteralmente nel chiarore di fondo.

Gradienti Complessi: La luce proveniente da un'azienda vicina o da un centro commerciale crea gradienti di colore non uniformi nelle lunghe esposizioni, rendendo necessaria una post-produzione estrema che spesso degrada la qualità finale dell'immagine.

Saturazione del Sensore: Il segnale della luce artificiale riempie rapidamente i "pozzi di potenziale" dei pixel del sensore (Full Well Capacity), limitando il tempo di posa possibile prima che l'immagine diventi un rettangolo bianco uniforme.

Soluzioni e Mitigazione

Ti interesserebbe una guida pratica su come scegliere corpi illuminanti per un giardino che rispettino queste norme, o preferisci approfondire l'aspetto tecnico della post-produzione astrofotografica per abbattere l'inquinamento luminoso?...scarica allora la guida cliccando sul relativu pulsante

Continua a leggere...
Scarica documento (PDF)

Star Party Romagnolo 2025


Da venerdì 30 maggio a domenica 1 giugno 2025, nella suggestiva cornice di Corte San Ruffillo a Dovadola (FC), immersa nel verde degli Appennini, si è tenuto lo Star Party Romagnolo di fine primavera.
L'evento, organizzato con cura dall'A.R.A.R. (Associazione Ravennate Astrofili Rheyta) e dall'A.A.F. (Gruppo Astrofili Astro Amici Forlivesi), è stato un'occasione imperdibile per immergersi nella bellezza del cielo stellato.

Ho partecipato con grande entusiasmo, godendomi ogni momento di questa esperienza. È stato un piacere immenso ritrovare vecchi amici già incontrati in passato e fare la conoscenza di nuovi appassionati astrofili, con i quali ho condiviso pareri tecnici e momenti di convivialità.
Oltre all'ottima ospitalità e al comfort delle stanze, un plauso va sicuramente alla cucina: le piadine romagnole sono state il perfetto coronamento di queste giornate. Condivido con voi alcuni scatti realizzati durante l'evento, sperando che possano trasmettere la magia di quelle notti passate con il naso all'insù.

Clicca qui per vedere le foto, oppure direttamente sull'immagine.

Continua a leggere...

PowerSwitch 8 canali


Finalmente, dopo molte prove, sono riuscito a costruire e far funzionare con i driver ASCOM e NINA questo PowerSwitch.
Dispone di 8 uscite indipendenti comandate da altrettanti relè: 5 con connettore GX12 a vite e 3 con connettore jack da 5,5x2,5mm, oltre a 2 uscite sempre alimentate a 12V (una per tipo). L'ingresso dell'alimentazione utilizza un connettore GX16 a 4 poli per garantire una maggiore portata di corrente, che arriva a un totale di 25A.

Ho integrato anche un piccolo interruttore che accende tutti i relè se il PowerSwitch è alimentato; è una funzione utile per controllare se tutta la strumentazione collegata funziona senza dover accendere il PC.

Inoltre, il dispositivo integra un HUB USB 3.0 con 6 porte disponibili.
L'ingresso è un connettore USB di tipo B (quello tipico delle camere ZWO raffreddate). Il tutto è racchiuso in una scatola in ABS dotata di una mini-Vixen per l'aggancio al telescopio.

I nomi dei vari switch sono personalizzabili.
Ho creato anche un'interfaccia grafica per utilizzarlo senza NINA; è quindi possibile creare degli script che azionano i relè, avviano il software di acquisizione (testato con NINA), caricano il profilo necessario e la sequenza di ripresa, automatizzando l'intero processo.

È una grande comodità per automatizzare il setup ed evitare di lasciare la strumentazione accesa tutta la notte una volta terminata la sessione.

Continua a leggere...

Viaggio nel tempo


La luce, viaggiando a circa 300.000 chilometri al secondo, impiega meno di un secondo e mezzo per raggiungerci dalla Luna. Quella che ammiriamo, perciò, è l’immagine della Luna nel passato: un passato brevissimo, ma pur sempre passato.

Alla luce del Sole occorrono invece circa 8 minuti per arrivare a noi. Per i pianeti del Sistema Solare, il tempo di percorrenza varia in base alla loro posizione nell'orbita rispetto alla Terra: la luce riflessa di Nettuno, il pianeta più lontano, impiega circa 4 ore per rendersi visibile. E tutto questo accade solo nelle vicinanze di "casa".

In queste immagini sono ritratti oggetti celesti situati all'interno della nostra galassia, la Via Lattea. Si tratta di nebulose a emissione, a riflessione, nebulose oscure e ammassi stellari, distanti da noi tra i 440 e gli oltre 25.000 anni luce.

Un anno luce corrisponde a quasi diecimila miliardi di chilometri. Per capire l'immensità di queste distanze, basti pensare che la luce di Proxima Centauri — la stella più vicina a noi dopo il Sole — impiega 4 anni e 2 mesi per arrivare ai nostri occhi, percorrendo oltre 40.000 miliardi di chilometri.

Uscendo dalla Via Lattea incontriamo la nostra "vicina di casa", la Galassia di Andromeda, situata a 2,5 milioni di anni luce. Spingendoci ancora oltre, arriviamo a galassie lontane più di 50 milioni di anni luce, ognuna delle quali custodisce miliardi di stelle.

Più gli oggetti sono lontani, più ciò che vediamo nel presente appartiene al loro remoto passato. La luce sembra l'entità più veloce esistente ma, nell'immensità dell'Universo, si rivela incredibilmente lenta. Davanti a questa vastità noi esseri umani sembriamo quasi nulla, dispersi in un universo osservabile che si estende per miliardi di anni luce.

Continua a leggere...
Video per Viaggio nel tempo

4° Star Party Passione Astronomia


Quattro giorni, dal 4 al 7 luglio 2024, in cui ho partecipato al mio primo Star Party organizzato da Passione Astronomia presso il Residence St. Uberto, nella frazione di Piloni in provincia di Grosseto.
In questa occasione, oltre ad aver conosciuto il grande team di Passione Astronomia, ho avuto il piacere di incontrare i relatori e ascoltare le conferenze di Luca Perri (dottore in Fisica e Astrofisica), Alessandro Marchini dell’Osservatorio Astronomico dell’Università di Siena e Umberto Battino (astrofisico nucleare).

Tre notti — o meglio due, perché la terza il meteo non è stato dalla nostra parte ed era nuvoloso — passate sotto un tappeto di stelle così fitto che a prima vista si faticava persino a riconoscere le costellazioni; la Via Lattea era semplicemente fantastica.
Dalle mie parti, la ricordo nitida in questo modo solo quando avevo 10-12 anni.
In queste due notti sono comunque riuscito a portare a casa un buon risultato sulla Nebulosa Trifida.
Durante le sessioni fotografiche mi aggiravo tra i visualisti per ammirare, attraverso gli oculari dei loro telescopi, l'Ammasso di Ercole (M13), la Nebulosa Anello (M57) e altri oggetti deboli visibili solo strumentalmente.

Rimarrà un bellissimo ricordo, sia per l'ottima compagnia che per la qualità del cielo...cliccando sull'immagine o clicando qui puoi aprire una piccola galleria fotografica dello Star Party.

Continua a leggere...

Tappo con pannello per Flat


Per automatizzare il più possibile le sessioni fotografiche, ho deciso di costruire un tappo motorizzato con pannello luminoso integrato per la calibrazione dei "Flat". Sebbene in commercio ne esistano di svariati tipi e costi, la mia indole da "smanettone" mi ha spinto a realizzarne personalmente due versioni: una per il rifrattore da 70mm e una per quello da 102mm.

Il progetto non è farina del mio sacco al 100%, ma parte da una soluzione già esistente in rete che ho ampiamente modificato e personalizzato in base alle mie esigenze, sia per quanto riguarda la selezione dei componenti, sia per la progettazione meccanica e lo sviluppo software.
Per la parte meccanica, una volta definiti i componenti, ho realizzato il disegno tecnico del supporto da montare direttamente sul paraluce del rifrattore stampandolo poi in 3D e utilizzando come materiale di stampa l'ABS.
Per il tappo da 70mm ABS bianco, per il 102mm ABS nero. (Dovrò rifare la stampa del tappo del 70mm in ABS nero, in quanto da un tocco diciamo più professionale.)

Riguardo l'elettronica, il cuore del sistema è un Arduino Nano, affiancato da un servocomando da 15Kg (meglio abbondare che deficere), una basetta preforata, transistor, resistenze e condensatori. L'elemento fondamentale è il pannello elettroluminescente, gestito dal relativo inverter per il corretto funzionamento.
Ho inoltre implementato una piccola interfaccia grafica che permette di memorizzare le posizioni di "tutto chiuso" e "tutto aperto", oltre a variare l'intensità luminosa tramite un cursore dedicato, rendendo il sistema già operativo per lo scatto dei Flat.

Grazie al driver ASCOM, il dispositivo funziona perfettamente ed è integrato con NINA, APT e Sharpcap, software con i quali ho effettuato i test senza riscontrare alcun problema.

Continua a leggere...

Rotatore di campo


Costruito a fine 2023 con Arduino Nano e driver ASCOM quando ancora utilizzavo APT come software di acquisizione, questo rotatore mi ha permesso di gestire le inquadrature in modo automatico e con una precisione quasi estrema.
È stato volutamente progettato per ruotare la sola camera di acquisizione poiché, avendo una montatura Skywatcher AZEQ6 Pro, ruotare anche la ruota portafiltri (per quanto leggera) avrebbe sbilanciato il setup.

Dopo varie prove per verificare l'eventuale presenza di riflessi interni dovuti all'inversione di posizione tra rotatore e ruota portafiltri, e ottenuto esito negativo, mi sono messo al lavoro per completarlo.
Il supporto è in carbonio, mentre la carteratura è stata stampata in 3D utilizzando l'ABS nero.

Il cuore del sistema è un motore Nema 17 da 0,9° per passo, pilotato da un driver DRV8825. Il movimento è trasmesso da due pulegge e una cinghia, gestiti da un Arduino Nano. Inizialmente utilizzavo una scheda SD per memorizzare l'ultima posizione in caso di spegnimento, ma recentemente sono riuscito a sfruttare la EEPROM dell'Arduino stesso, rimuovendo la SD e semplificando ulteriormente l'elettronica.

Ho apportato diverse modifiche allo sketch di Arduino per ottenere una precisione di 0,02° e una rotazione completa di 360° in meno di 26 secondi. Per raggiungere i gradi impostati, il software controlla la posizione attuale per evitare che i cavi si aggroviglino e sceglie il percorso più breve per ottimizzare i tempi.
Tra le caratteristiche principali spicca la gestione del cablaggio: il sistema impedisce l'attorcigliamento dei cavi della camera. La rotazione prevede una rampa di accelerazione per non perdere passi, una velocità di crociera e una decelerazione negli ultimi 10°, con una velocità ridotta negli ultimi 5° per raggiungere il target con la massima precisione.

Grazie all'utilizzo di un driver ASCOM, il dispositivo è compatibile con APT, NINA e SharpCap, programmi che ho testato personalmente.
Ho inoltre sviluppato un piccolo software con interfaccia grafica personalizzata per poterlo utilizzare anche indipendentemente dai programmi astronomici.

Lo spessore è di 12,5 mm, con filetto femmina lato tubo e maschio lato camera; è disponibile con diametro M48 o M54 (ne ho costruiti 4 esemplari e questo delle foto è m48). Il peso è di 500gr, ma utilizzando un motore più piccolo, perde subito 150gr di peso. Per l'alimentazione, oltre alla connessione USB-C, è presente un jack da 5,5x2,5 mm a 12V.

Per visualizzare il video puoi cliccare sull'immagine della scheda oppure QUI.

Continua a leggere...
Video per Rotatore di campo